Costantino Posa

Costantino Posa

mercoledì 10 gennaio 2018

DIMENTICATO ASPETTA.


Dove finiscono i miei pensieri? 
In una sorta di tempo difettoso, 
una dimora storica, 
dove diventano emozioni come stracci..
...se nessuno li ascolta. 
Se nessun altro condivide. 
I frulli d'ali di un tempo che divide, 
lasciano scolorare nel nulla, 
senza un rantolo..
nè un gemito, ma 
solo un balbettio, 
un rimasuglio
di chi dimenticato aspetta.

lunedì 8 gennaio 2018

PERCHE' VERGOGNARSI


Ci sono uomini che si calpestano da soli.
Indolenti per natura, sfuggono dall'essere veramente uomini.
Ci sono uomini che uccidono. Certamente non è una novità: L'uomo ha sempre ucciso, ma le motivazioni sono sempre state tante. 
Alcune direi quasi giustificabili. Altre molto meno.
L'uomo ha ucciso per sopravvivere, per mangiare, per difendere un territorio e ancor di più per difendere un ideale, una bandiera, la propria pelle, la propria fede.
Tante volte l'uomo uccide senza un motivo e tante altre volte, convinto di aver ragione uccide per vigliaccheria.
Sotto al cielo burrascoso del tempo che passa, l'uomo non ha mai smesso di uccidere, poi quando sta male, prega.
L'uomo abituato ad essere possente,
spesso diventa piccolo-piccolo
e inevitabilmente si confonde con il niente.
Ci sono uomini che quando fissano uno specchio,
abbassano gli occhi, per non vedere il viso della vergogna.

mercoledì 27 dicembre 2017

IMMAGINO IL TEMPO.



A volte sono vento disperso.
Mi chiedo perché? Disegno la mia vita
come pagine di un libro al vento
del tempo che non ha tempo.
A volte sono vento diverso.
Mi diverto a riscriverla,
la mia vita ormai persa.
A volte sono vento avverso.
Mi ostino e riprendo il mio tempo.
In fondo, in fondo
a volte sono vento universo.

venerdì 22 dicembre 2017

ULTIMI GIORNI.


Un anno che va via,
porta con se i brividi della pelle,
mentre per chi resta...resta il pianto.
Quante gocce salmastre
scendono sul viso in cerca di un perchè.
Odo ancora i botti maleducati
che hanno infranto il sorriso
e l'odor di festa
di quest'ultimo dicembre.
Natale dei mercatini e delle ossa rotte.
Quante inutilità nella mente dei diversi.
Natale è fatto per dimenticare.
Natale è fatto per accettare
le ferite in fondo al cuore.
Sciocco chi ha deciso di buttarsi via.
Natale è fatto per ritrovarsi,
non per umiliarsi.
Vorrei che fosse sempre Natale
ad illuminare il viso.
Di quei botti che ho sentito
resterà solo fumo e lacrime
di quest'anno che va via.

mercoledì 20 dicembre 2017

SE C'è... REGGE.


Forte il vento che spazza via il firmamento. Un cielo senza stelle è l'immagine del niente, poi se manca anche la luna, viene meno la speranza di sognare ad occhi aperti. Non basta più neanche il sole a scaldare il nostro cuore se di là non c'è più nulla.
Le comete sono sentieri che ci portano alle mete e se il sole ogni tanto sbuffa è perché è sconcertato di vedere che in fondo al buio conta solo il dispetto. Mi sa che all'aurora sorge anche il sospetto che la notte è un'invenzione di chi si nasconde per non essere scoperto...per fortuna c'è sempre il vento che riporta il momento. Tutto il resto vien da se, se con me ci sei sempre te.

sabato 16 dicembre 2017

SE NON CI FOSSE STATO IL TEMPO.


E se il tempo non fosse mai esistito
Forse tutto questo non sarebbe mai accaduto.
Forse non avresti mai pianto.
Forse non avresti mai riso inutilmente.
Forse il cuore non avrebbe mai avuto
un battito così forte.
Le ferite non si sarebbero mai aperte
e le lacrime non avrebbero mai avuto
motivo di scendere giù.
E se il tempo si fosse almeno mai fermato
avrebbe perso il vento
o il sopravvento ad ogni momento
che ti ha straziato il cuore.
Forse ti avrebbe portato ancora fiori
con il sorriso sul viso e non su una pietra dura
con le parole incise: “Qui giace…”

A se il tempo non fosse mai esistito!!!

venerdì 15 dicembre 2017

A UN NONNO.

Mi capita spesso immaginare il ritornare del tempo, seguendo le orme di chi è passato prima. Quella sedia, fatta di intrecci di racconti di un vecchio fumatore di aride foglie arrotolate, come fossero papiri. Ogni tiro, una nuvoletta, come fossero fumetti. Mi parlava dei tedeschi, come fossero creatori di teschi. Mi parlava della guerra, combattuta per metà in terra. Mi parlava dell'amico spappolato come un fico. Mi parlava delle donne sempre avvolte dalle gonne. Quando poi, arrivò il suo giorno, mi confidò: Questa volta mi sa che non torno.

mercoledì 22 novembre 2017


SE MI MANCA L’URLO DEL VENTO.
Quei pensieri
che non hanno mai trovato ascolti
sono ancora lì.
Tra le paludi delle cose perse.
Quei pensieri
amici dei silenzi stolti,
si sono persi lì
tra le odi dei ma e forse.
Di tutto quel che sento
ci sono le risposte
che non hanno mai avuto domande.
Solo l'urlo del vento,
è quello che mi spinge a cento.
Quei muri e le frenate
sono solo quelli di ieri.
Forse ho perso di te il tempo
e la magica esperienza
di averti qui per sempre.
Rispetto quel che sento.
Solo l'urlo del vento amico
mi ricorda senza spreco
di averti avuta accanto
almeno in questa vita.
Ora so il perché?
Di quei tanti pensieri lì.

COME UN VENTO.
Passa il vento.
Un giorno.
Una notte.
Il tempo.
Un rimpianto mai voluto.
Cosa resta di quel primo?
Come un treno che sorpassa.
Come un soffio che trascina.
Quanta fretta per chi sale!



 ROSE DEL DESERTO.
 Ho visto come le lacrime lasciano il segno
 come la brina dei campi sudati.
 Ho immaginato la mia follia
 come una foglia al vento,
 non sa fermarsi
 e se ho avuto tanti pensieri,
 uno solo è un viso.
 Mi resterà soltanto quello
 quando da solo avrò il buio.
 Nemmeno il fiato per urlare
 e la pelle a sfiorare
 come la vita andata nei campi minati:
 lasciano il segno.
 Mi mancheranno i silenzi
 e gli sguardi a fianco
 come rose del deserto
 prima che si levi il vento.




TRA I PENSIERI VENTO.
Vento nei miei occhi
persistente tra i ricordi.
Quel capo mai girato
e le voci,
splendide dei silenzi.
Come dighe che trattengono,
credono nei ritorni.
Sono certi, lei ritornerà.
Le certezze lo sanno già.
Voi non cercatemi altrove.
Non mi troverete mai.
Io sono come il vento lieve
mi riporto dove ero ieri.
Io sono come l'aurora,
appaio
quando gli altri dormono.
Io sono anche tuono.
Più mi sento solo
tuono.
Mentre l'umore cade
come le nubi delle sere
di fine estate.
Non mi troverete mai.
Io sono come un vento forte
anche ora sono altrove.




VIA COL VENTO 2017.
Se l'aurora chiede: "Ma tu sei vecchio?"
Viene facile dire: "No" ho solo tinto i capelli.
Gli anni sono come polvere in un soffio di vento.
Possono anche sembrare tanti.
In fondo, tanti, nascono già vecchi.
Come è vero che tanti altri
muoiono, inevitabilmente, giovani.
La vita, il tempo e la morte
sono cose inaspettate e allo stesso modo
tante volte ci si aspetta tanto
dalla amata vita.
Il tempo è meglio non influenzarlo,
mentre la morte non ha problemi,
sa dove aspettarci.
Il vento invisibile si fa notare
dalla polvere che in un soffio
ci porta via.




IMMAGINO IL TEMPO.
A volte sono vento disperso.
Mi chiedo perché? Disegno la mia vita
come pagine di un libro al vento
del tempo che non ha tempo.
A volte sono vento diverso.
Mi diverto a riscriverla,
la mia vita ormai persa.
A volte sono vento avverso.
Mi ostino e riprendo il mio tempo.
In fondo, in fondo
a volte sono vento universo.





L’AMORE CHE UCCIDE.
Non credo che il tempo dirà mai
se è stato giusto crederci fino in fondo.
Quelle mani che hanno ucciso
per un po’ hanno amato.
Per un po’ hanno cercato solo quelle,
poi non hanno retto al cambiamento
e si sono lasciate confondere da luci e ombre
come se il tempo non sia mai esistito.
Quelle mani si sono armate
e come se fossero disperate
hanno reciso ogni fiore.
Non esistono amori totalmente inesistenti
e tantomeno amori resistenti
all’andamento del tempo.
L’amore può essere soltanto un attimo
e durare inalterato oltre il tempo consentito.
L’amore un fucile a canne mozze
o una lama a doppio taglio:
“Se sei mia, sei soltanto mia”.
Come è bello il sol pensiero
di chi crede di essere vero amore.
L’amore è una candela che brilla finchè c’è cera.
Poi se mai arriva sera è più giusto andare via.
Non l’ira la sua linfa e la morte se la ride
se per amore la si uccide.
Così non finisce solo la vita
ma porta con se anche l’amore.



LE MIE PRIGIONI.
Sono le pareti di cemento armato
che mi hanno fatto sentire meno amato
e gli sguardi mai cercati,
quelle note mai suonate,
le parole sconosciute e le attese evitate.
Quelle vie non volute e gli incroci non passati.
Tante sbarre mai alzate e quei treni mai fermati.
Le salite meno ripide, preferite a quelle ardite.
Sono le stagioni mai vissute
sostituite da quel tanto in più.
E gli addii dimenticati
e i segnali indicati spesse volte non seguiti
come quando mi son piegato
superato da quegli echi invano.
Le sbarre delle scelte
spesso volontariamente divelte.
Quelle porte mai aperte
e le pareti lì tante volte messe apposta.





NOVANTASEI VOLTE GRAZIE.
Immaginavo il tempo
un amico, a volte, fermo.
Una tela dai colori scintillanti.
Una musica coinvolgente.
Un vento a tratti assento.
Poi le ore, i giorni, i mesi
e gli anni si sono mossi come un vento.
Le stagioni come tornadi
hanno limitato i contorni.
Cosa resta di quel tempo?
Una mamma silenziosa
dagli occhi un pò svogliati.
La pelle un pò piegata
come pagine di una vita.
lei è lì, aspetta.
Si accontenta di un sorriso.
Una mamma coraggiosa
dalle mani un pò scarnite.
Immaginavo il tempo
per sempre un amico,
ma il tempo non sa fermarsi.
Sa solo andare avanti.
Resterà l'amore che in silenzio
ci ha sempre guidati.
Il tempo mi perseguita.





IN CERCA DI ME STESSO.
Vorrei essere un vento cauto
per non essere troppo invadente.
Vorrei essere un vento lieve
per sfiorare a mio piacimento.
Vorrei essere un vento forte
per respingere chi non si accontenta.
Vorrei essere un vento impetuoso
per schiaffeggiare chi osa essere impertinente.
Vorrei essere un vento mai sentito
per distruggere chi uccide senza ritegno.
Vorrei essere un vento fragile
per essere un po’ coccolato.
Vorrei essere almeno un vento


per non restare inutilmente fermo.

venerdì 3 novembre 2017

SOLO FUNGHI.

Funghi che passione...lunghe passeggiate tra i sassi della Murgia in cerca di funghi. A volte si finisce in campi aridi, senza coltivazioni, la gioia quando appare un piccolo fungo tra i tanti sassi murgiani. A volte appaiono i proprietari di queste misere colline sotto il cielo. A volte alcuni uomini perdono la ragione, gonfiano il petto e urlano per far valere il proprio diritto ad essere proprietario e cercano la provocazione per aver poi la possibilità di alzare le mani su chi passeggia tranquillamente in cerca di un piccolo funghetto. Mi chiedo è possibile che l'uomo, inaspettatamente, diventa peggio di un animale. Provocare per avere la possibilità di far male. Ormai non c'è più da meravigliarsi...si uccide e si fa del male anche alle persone che si amano. A volte si uccidono anche i propri figli per far del male alle persone che fino a quel giorno si amavano. I diritti sono una cosa, ma aggredire verbalmente solo per avere il pretesto di fare violenza è senz'altro un altra cosa. I funghi nascono da soli, anche su un terreno altrui. I funghi non sono coltivati, fanno parte della natura, come le cicorielle campestri, asparagi ed altro. Sono tanti e tanti quelli che vanno per campi in cerca di un pò d'aria, passeggiate che permettono di restare in pace con se stessi dopo tanti anni di lavoro ed una misera pensione, quella che l'Italia permette. Poi l'educazione ed il rispetto è tutt'altra cosa. Invito tutti ad andare a funghi almeno una volta nella vita. Il contatto con la natura non ha niente a che vedere con eventuali furti di coltivazioni. I funghi sono lì, aspettano di essere colti, come i tartufi ed i pesci non vedono l'ora di essere pescati....il resto è solo maleducazione di tanti miseri terrieri in cerca di un nulla pur di fare del male. Tutti a funghi sulla nostra Murgia.